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Miccoli: “Mi chiedo ancora oggi il motivo della mia esclusione in finale di Coppa Italia”

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Miccoli: “Mi chiedo ancora oggi il motivo della mia esclusione in finale di Coppa Italia”

È intervenuto in un’interessante intervista di Alessandro Amato durante il programma Siamo Aquile in onda su Trm, l’ex capitano rosanero Fabrizio Miccoli. Il Romario del Salento si è soffermato su diversi temi tra cui l’ancora discussa esclusione dall’undici titolare in finale di Coppa Italia contro l’Inter.

Miccoli: “Mi chiedo ancora oggi il motivo della mia esclusione in finale di Coppa Italia”

Miccoli ha iniziato parlando dei suoi progetti con la Fondazione Falcone: “La partita è questo, si mette un punto a livello giocato e poi si ricomincia avendo altre ambizioni, proprio con la Fondazione Falcone, perché abbiamo in mente di riqualificare un campo, ripeto, che abbiamo già visto insieme ad Alessandro Anello e a Don Giuseppe, sempre alla Kalsa. L’obiettivo è quello di poter togliere tanti bambini dalla strada e farli giocare gratis. Vorremmo fare un campo polivalente, quindi non solo calcio: dare proprio la possibilità ai bambini di andare e divertirsi in questa parrocchia e fare tanti sport, dal calcio alla pallavolo al basket. Poi abbiamo altri progetti e, perché no, spero magari anche di avere la possibilità di contribuire o di lavorare per questo Palermo. Mi piacerebbe”.

Poi sugli ex calciatori ed amici presenti al match: “I rapporti sono più importanti di tutto il resto. Quindi sono tutte persone che devo ringraziare, come devo ringraziare Iličić, che mi ha detto: “Sì, subito”. Semplice. Anche Amauri, tutti, dal primo all’ultimo. Mister Inzaghi sarà in campo con la maglia numero 9. Vabbè, non potevo non dargliela, è stato un grande, un grande giocatore, un grande attaccante. Il numero 9 era suo, ha fatto la storia con quel numero e poi per me è un piacere averlo in campo, stare con lui, giocare con lui. È veramente un onore per me”. 

Sui progetti futuri invece: “E poi ho altri progetti anche a livello di famiglia, ho delle strutture ricettive. Ripeto, il mio sogno è quello di poter in qualche modo dare una mano al Palermo. Non so come, ma vediamo se c’è anche questa possibilità. Però, al di là di quello, oggi sono sereno, sono tranquillo e penso sia la cosa più importante per me”.

Su un possibile incarico in società ha detto: “Sicuramente non posso giocare più! Però vediamo sabato, perché se c’è bisogno due minuti, io due minuti di autonomia li ho. Su un possibile incarico se c’è la possibilità, ne parlerò con la società. Altrimenti, ripeto, non voglio nemmeno dire cosa potrei fare. Sarebbe bello se ci fosse la possibilità, sono certamente disponibile e mi piacerebbe”.

Sulla finale di Coppa Italia: “Da 15 anni non so nemmeno io perchè non fossi titolare nella formazione in finale di Coppa Italia, avevo anche invitato Delio Rossi alla partita proprio per questo, volevo che mi dicesse il motivo ma purtroppo il mister non può venire. Verrà solo Ballardini, però ti ripeto che non lo so. L’ipotesi penso sia una sola ma non avremo mai la conferma, chi secondo me potrebbe darci la conferma purtroppo non c’è più, solo il mister può sapere, può darsi che sia stata anche una scelta sua ma nemmeno lui mi ha mai detto niente”. 

Le sue parole

Su quanto accaduto in passato ha detto: “Ad oggi ringrazio anche quelli che mi hanno dato addosso, nel senso che ci sono rimasti male. Sono cresciuto tanto, è stata un’esperienza molto brutta, ma sono riuscito a prendere cose positive di questa situazione. La vicenda la conoscono tutti, la vicenda giudiziaria, la detenzione, lo sviluppo con l’incontro con la famiglia Falcone e la partecipazione a questo progetto che ha un indirizzo ben preciso. C’è sempre qualcosa da imparare, da tutto”. 

Infine si è soffermato su quanto abbia imparato da questa situazione: “A me ha aiutato tanto, perché ripeto, grazie a quei pochi amici e alla famiglia ho capito che dovevo trovare le cose positive anche nella disgrazia poi che è successa, quindi ho apprezzato molto proprio il valore della famiglia, perché poi ti rendi conto che quando ti mancano delle cose, sono le piccolezze che fanno la differenza. In quel periodo mi mancavano proprio le piccole cose che facevo tutti i giorni e che davo per scontato, quelle fanno la differenza. Poi ho imparato in questa mia esperienza, che devo essere per forza una persona da cui i giovani possono prendere spunto, soprattutto i miei figli, glielo dico sempre, perché è vero che nella vita si può cadere, però uno deve avere anche la dignità di rialzarsi in maniera importante, io penso di averlo fatto. Devo ringraziare anche Mirri, è stato lui che mi ha permesso di incontrare poi la signora Maria Falcone e Vincenzo, il figlio, sono stati loro che per me sono stati fondamentali, io andai da loro appena finita, quando avevo finito tutto, da uomo libero. Feci una chiacchierata privata con la signora Maria che mi ha dato la forza, mi ha fatto capire che in quel momento potevo svoltare e così è stato, è quello che dico a mia moglie, ho avuto la fortuna nella disgrazia, la fortuna di riconoscere poi il valore reale di quella famiglia che oggi per me è un valore aggiunto”. 

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