Il Palermo soffre, ancora una volta. Ma vince, ancora una volta. Contro il Padova decide uno straordinario Vavassori (doppietta). Il ragazzino ex Atalanta toglie dalla pozzanghera i rosanero e regala tre punti da primato in classifica. Almeno fino ad ottobre, quando ripartirà il campionato di Serie B dopo la sosta per le nazionali. Settimo risultato utile consecutivo, sesta vittoria su 7 match. Bagnati ma felici, non belli ma vincenti. Inzaghi ha ottenuto l’unica cosa che contava davvero, la vittoria. Contro un Padova feroce, organizzato e che si candida ad essere la sopresa di questo campionato. I 7 punti non erano un caso.
Padova-Palermo, i gol
Nuvole e pioggia nel cielo, ma non solo. Al Barbera il Palermo inzia contratto e fa acqua soprattutto in difesa. Troppi spazi, abbastanza da dare ad un ottimo Padova la possibilità di imporre le proprie semplici idee: verticalizzazioni rapide, smarcamenti e contropiedi. I gemelli sugli spalti sono parenti serpenti in campo. La squadra di Calabro parte subito forte e flirta col vantaggio al 4′ con Zuelli, il destro del centrocampista viene parato da Bani in scivolata. Il preavviso allo 0-1 che arriva poco dopo, al minuto 9: sugli sviluppi di un calcio di punizione, sale malissimo la difesa di Inzaghi, Pastina raccoglie e piazza all’angolino. L’arbitro prima annulla per fuorigioco, poi assegna il gol grazie all’intervento del Var. Una rete più che meritata, con un Palermo compassato e con poche idee.
Lo schiaffo ha però ferito. E anche se con tanti assenti (Strefezza, Perin ed Hernani su tutti) i rosanero alzano l’asticella dopo i primi 15 orribili minuti. L’uomo più pericoloso è Vavassori: al 20′, calcia da posizione ravvicinata ma Sorrentino col piede evita il pareggio. La fase centrale della prima frazione è confusa ma favorevole, per occasioni, ai padroni di casa. Quando può, il Padova accelera in contropiede e si avvicina facilmente alla porta avversaria, ma con una differenza: i siciliani sono entrati nel match. Al 35′ è ancora il gioiello di proprietà dell’Atalanta ad andare vicinissimo alla rete. Dopo un sombrero, Vavassori calcia col sinistro alto sopra la traversa.
Il Palermo è arrembante e pattina sulla pioggia verso la porta avversaria. Gli ultimi 10 minuti sononun vero e proprio assedio, fino alla rete del pareggio. Chi se non lui: Vavassori, al primo gol in Serie B (seconda rete stagione dopo quella in Coppa Italia). L’uomo del match sfrutta l’assist perfetto di Johnsen, il terzo del suo campionato. Nei 6 minuti di recupero (il minimo dopo l’infortunio alla testa di Bani) succede di tutto: un occasione per il Palermo, due per il Padova. Segre sfiora il gol di testa, Fortin è chiamato a una super parata sul colpo di testa di Giunti.
Il Vav(ASSO)ri nella manica
Anche quando sembrava spento, il Padova non ha mai mollato. Una condizione accettata dal Palermo, che quest’anno fa cosi: attacca a pieno organico prendendosi degli inevitabili rischi in ripartenza. Obiettivo: fare un gol in più dell’avversario. Nel secondo tempo Inzaghi alza ancora di più il baricentro della squadra. Il Palermo crea e rischia tanto. Una scheggia impazzita, come ad Avellino, quando era stato Fortin a salvare il risultato. Contro il suo passato, non si può dire che il portiere rosanero non abbia preso un bel 7 in pagella. Anche oggi. I primi 25 minuti della seconda frazione sono tutti a favore di Palumbo e compagni, almeno due occasione enormi: il tiro a botta sicura di Segre sul quale Sorrentino è volato salvando il risultato (61′), e il sinistro di Vavassori deviato e finito a lato di pochissimo (67′).
Sempre dalla fascia sinistra, le occasioni più pericolose. A destra si va solo quando ad accendersi è Dominic, quel ragazzino 20enne che all’82esimo decide di mettersi in proprio e sfruttare l’ennesimo assist del norvegese, ancora decisivo, sempre decisivo. L’ex Atalanta stoppa di tacco e batte Sorrentino: è 2-1. Delirio dei 29.194 spettatori, che la pioggia non ha fermato, neanche per un momento. Nel mezzo, i 7 minuti del Padova: dal 68′ all’80esimo, occasioni potenziali e di nuovo rosanero schiacciati. A sottolineare l’ottima, davvero ottima, prestazione dei ragazzi di Calabro, che a un certo punto ha pensato pure di poterla vincere. Lo fa invece la squadra di Inzaghi, che resta prima soffrendo e con quel fare un po’ schizofrenico che mette a dura prova il cuore dei tifosi. Per ora, va bene così.






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