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Avellino-Palermo 1-1: le mani di Fortin salvano il primato, solo un pari in Campania

Non si allunga la striscia di vittorie del Palermo. Finisce 1-1 contro l’Avellino. Si ferma a 5  tra campionato e coppa. Tre successi in campionato, prima del passetto a vuoto in Campania. John Coffey avrebbe detto “Sono stanco capo” nel Miglio Verde. Lo è sembrata, stanca, la squadra di Inzaghi. Soprattutto quando Fortin ha deciso di prendersi la scena nel recupero. Termina il percorso netto, ma non la testa della classifica di Serie B. I siciliani restano infatti al primo posto, con 10 punti, come la sorpresa Mantova.

Palermo senza i migliori

Pazienza, virtù. Gli ingredienti dei forti. Nel piatto del Partenio questi i prodotti più utilizzati dal Palermo. L’Avellino, spinto dal solito pubblico caldissimo, ha fatto la gara che doveva. Cercando di ripartire in contropiede e fare male ad una squadra, quella di Inzaghi, senza diversi titolari: su tutti Strefezza, Perin ed Hernani. Fortin, Vavassori e Palumbo a sostituirli e a ricordare alla Serie B perché quest’anno nel capoluogo siciliano la Serie A è un obiettivo da raggiungere senza se e senza ma.

Ritmi bassi

Partita blanda, ritmi bassi. Forse il match meno intenso giocato dal Palermo da inizio stagione. Il primi tempo l’ha raccontata in questo modo. A dominare la gara dal punto di vista territoriale sono stati gli ospiti, forse per scelta dell’Avellino, che ha lasciato l’iniziativa alla capolista del campionato, senza comunque concedere troppo. Anzi, quasi nulla. Un’occasione: Palumbo verticalizza per Vavassori che per poco non riesce ad arrivare sul pallone e timbrare il vantaggio.

Non succede praticamente nulla, al Partenio è una fisarmonica di azioni sull’uno e l’altro fronte del campo, senza che nessuno punga davvero. Al 37′, l’occasione migliore ce l’ha l’Avellino: Martin Palumbo crossa, Pandolfi colpisce di testa e Fortin si supera con una parata da 9 in pagella.

I gol

Nel secondo tempo la partita si stappa. L’Avellino c’è, è tonico. E trova anche la rete del vantaggio con Cheddira, subentrato nel secondo tempo. Prima rete per l’ex Bari: un rigore in movimento con la difesa del Palermo abbastanza ferma a guardare. Fortina si tuffa alla sua destra ma non arriva. 1-0 al 56′. Dura pochissimo, gli ospiti alzano subito i giri del motore e due minuti dopo (58′) trovano la rete del pareggio con Johnsen. Ormai un punto fermo in questo campionato. Subentrato al posto di Gyasi, l’ex Cremonese col destro la piazza all’incrocio chiudendo alla perfezione lo scambio con Pohjanpalo. Quarto gol in campionato per il 28enne norvegese.

Il pareggio cambia l’inerzia e dà energia al Palermo. Di nuovo la squadra di Inzaghi a fare la partita, senza però creare veri pericoli a Martinelli. La campanella suona quando al minuto 80 le squadre si aprono e concedono qualche spazio in più. Lo fa l’Avellino, che lascia il contropiede ai rosanero: Vavassori serve Gabrielloni (entrato al posto di Pohjanpalo), l’ex Como punta e crossa, Izzo salva di testa con un miracolo a sbatte 4 volte i pugni a terra per esultare. Il suo intervento è valso in effetti quanto un gol.

Fortin salva il Palermo

Da qui, il Palermo finisce di giocare e capisce che forse è meglio tenersi stretto il punto. La palla della vittoria, ce l’ha infatti l’Avellino: Cheddira, da distanza ravvicinata, calcia forte all’angolino ma trova il miracolo di Fortin, che vola alla sua sinistra e salva il risultato. Sulla respinta, è Biasci a provarci, ma il suo tiro è debole. L’ex Catanzaro, sull’ultima azione del match, è ancora pericoloso: si avventa sul pallone vagante e tocca prima di Fortin, che esce e tocca quel tanto che basta per deviare il pallone. Termina 1-1, un pareggio nel segno delle mani del giovanissimo portiere del Palermo. Un pari che spiega al meglio la follia di questo campionato, dove c’è da sudarsi ogni punto, ogni centimetro verso la vetta. Next stop: Padova, al Barbera.

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