Il Palermo è schizofrenico. E, per ora, funziona. Altra rimonta subita, altra prestazione a fasi alterne, sempre però nel segno di una qualità troppo diversa rispetto agli anni scorsi. E altra vittoria meritata, con qualche affanno di troppo. 5-2 al Mantova e ottavi di finale di Coppa Italia contro il Bologna. Inzaghi voleva un match da Serie A, Inzaghi avrà il suo match da Serie A. Al Dall’Ara, dove in palio ci sarà una sfida ancor più lussuosa, se possibile, presumibilmente quella contro l’Inter ai quarti di finale del torneo.
Mantova-Palermo, le mosse
“Ho 22 titolari”. Lo aveva detto Inzaghi in conferenza stampa. A presagio di quella che sarebbe sarebbe stata la formazione scelta dal piacentino contro il Mantova. Ben 3 debuttanti in campo (Gomes, Bozzolan e Barba ai primi minuti in questa stagione) e le seconde linee. Si fa per dire, per la loro qualità. Queste le scelte di Inzaghi, che ha dato fiato a Pohjanpalo schierando Gabrielloni dal primo minuto e concedendo un turno di riposo anche ai titolarissimi in difesa.
Fuori Bani e Ceccaroni e dentro Barba e Magnani al centro. In porta Fortin, già amato dal pubblico, e Palumbo dietro la punta. L’ex Modena è tornato titolare in coppa dopo la squalifica scontata in campionato. A sinistra Vavassori e a destra Strefezza alla seconda da titolare consecutiva.
I gol
Sette minuti di studio ma intensità altissima nonostante il caldo afoso di Palermo. Inzaghi sceglie il pressing da subito, e funziona. Al minuto 9 il Palermo recupera una palla nella metacampo avversaria e colpisce: Gomes disegna per Strefezza che vince un duello fisico, rientra col destro e calcia col sinistro fortissimo sul palo dell’ex Bardi: 1-0. Si tratta del terzo gol segnato in questa stagione nei primi 21 minuti di gioco, del secondo nei primi 10. Un segnale che Inzaghi chiede ai suoi di azzannare il match, di graffiarlo da subito. Un fatto quasi culturale, in questo inizio di stagione. Dopo il vantaggio è Vavassori a sfiorare la rete in due occasioni: da esterno a esterno, Strefezza crossa e l’ex Atalanta colpisce di testa chiamando Bardi al super volo (12′). Ancora un’altra palla recuperata e via il contropiede, in transizione il 20enne sciupa sbagliando il primo controllo e calciando addosso a Bardi da pochi metri.
A metà primo tempo, come era già successo ad Arezzo, i rosanero abbassano un po’ l’intensità e il Mantova alza il baricentro creando anche due grandi occasioni: prima Gliozzi di testa manca il tocco verso la porta da pochi metri e poi Ignacchitti lascia partire un destro sul quale Fortin è chiamato a una gran parata. C’è spazio anche per la sua prodezza, nel pomeriggio di fuoco al Barbera. Al tramonto del primo tempo, la fotografia che decide il destino del match: Gliozzi segna ma la punta dello scarpino è leggermente avanti: fuorigioco. Nell’azione successiva calcio di rigore discutibile assegnato al Palermo (fallo su Vavassori). Palumbo, freddissimo, spiazza Bardi: è 2-0.
Allarme rimonte, solito cuore
Il Mantova spiega a 23.100 del Barbera perché meritava di non essere in svantaggio di due gol a fine primo tempo. Il Palermo ha avuto le occasioni migliori, ma la punizione era eccessiva. Al rientro dagli spogliatoi Inzaghi ha capito di avere un problema da arginare subito: le rimonte. Per la seconda volta in 4 giorni, come ad Arezzo, i rosanero vanificano il 2-0 e spengono la luce. il Mantova ne approfitta: Ruocco capitalizza un contropiede perfetto e spara sotto l’incrocio dei pali (52′), tre minuti dopo (55′) dall’8 all’80, da Ilie e Kouda, entrato nel primo tempo al posto dell’infortunato Trimboli. Destro, bacio al palo e gol del 2-2. Altra rimonta, vecchio allarme che negli anni si è ripetuto, soprattutto nei secondi tempi. ù
A ripetersi è anche la voglia di non mollare mai. Stille Pippo Inzaghi, pazzo Palermo. Minuto 61, altra palla recuperata ed ennesimo contropiede, sarà una costante per tutta la stagione. Con i cambi, i siciliani l’hanno risolta: Johnsen (entrato all’intervallo per Strefezza) parte e traccia di esterno il sentiero per Pohjanpalo che di destro, quasi in scivolata, batte Bardi: 3-2, come ad Arezzo, anche se un po’ prima. Elettrocardiogramma irregolare, un’abitudine per i tifosi rosanero, anche oggi affaticati, ma felici.
Asse Johnsen-Pohjanpalo
Dall’assist, al gol, il terzo in questa stagione: Johnsen sembra pronto ad un’annata da record. Il più facile dei gol, una palla solo da spingere in rete dopo la cavalcata di Segre che aveva anticipato l’ultimo difendente ed era arrivato a tu per tu con Bardi: 4-2 e palla al centro. E c’è tempo anche per il 5-2, ancora con Pohjanpalo, prima doppietta in stagione, a partita praticamente finita e con gli ospiti tutti riversati all’attacco. Un piattone quasi a porta vuota, su un regalo di Bardi. La rete che ha spento un ottimo Mantova al Barbera, capace di schiacciare i padroni di casa dopo il 3-2 firmato Doge. La squadra di Modesto ha spinto fino alla fine, anche sotto di due. L’indicazione che si porta l’ex allenatore dell’Atalanta U23 è chiara: i lombardi si candidano ad essere sopresa della Serie B.






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