Il “caso Folarin Balogun” continua a far discutere il panorama calcistico mondiale, sollevando un polverone che coinvolge ormai i massimi organismi internazionali. L’effetto domino è iniziato con la mossa ufficiale del Belgio, che ha deciso di fare ricorso; una decisione che ha spinto la UEFA a intervenire in prima linea.
Attraverso una nota ufficiale dai toni particolarmente accesi, la confederazione europea ha criticato duramente la FIFA, colpevole di aver congelato la giornata di squalifica che era stata inflitta alla punta degli Stati Uniti in seguito al cartellino rosso rimediato nel match contro la Bosnia.
Mondiali 2026: il comunicato della Uefa sul “caso Balogun”
“La decisione di ieri di sospendere per un periodo di prova di un anno l’applicazione della squalifica automatica di una giornata a seguito del cartellino rosso mostrato al giocatore Folarin Balogun ha superato il limite.
Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su regole, che sono alla base di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso no. La squalifica automatica minima di una partita a seguito di un cartellino rosso non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di un organo competente per essere emanata. È un principio sancito dal regolamento, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel bel mezzo di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica.
Quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l’integrità del gioco è a rischio e la credibilità della competizione viene compromessa. Allo stesso modo, una tale decisione crea un precedente nel torneo in corso, dove situazioni simili richiederanno un trattamento equo, a discapito della competizione stessa.
Il calcio è lo sport più amato al mondo perché è un gioco bellissimo e gode di fiducia perché viene praticato ovunque con le stesse regole. Un torneo non è mai un evento isolato e, se il torneo in questione è la Coppa del Mondo, ha il potere di generare conseguenze positive o negative sull’intero panorama calcistico.
Esprimiamo la nostra incredulità di fronte a una decisione così senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile”.
La Francia si tutela
Sulla falsariga di quanto è accaduto, anche la Federcalcio francese ha deciso di passare al contrattacco per blindare Michael Olise. Il talento della nazionale di Deschamps è finito nel mirino del giudice sportivo dopo l’ammonizione rimediata nei minuti di recupero del match contro il Paraguay, scaturita da un battibecco con l’avversario Galarza.
Un cartellino giallo che ha sollevato non poche perplessità per la dinamica dell’azione: Olise si era limitato a fare il gesto del silenzio portandosi il dito alla bocca, mentre il calciatore paraguaiano, dopo essersi avvicinato, è crollato a terra simulando un contatto.
Nonostante l’arbitro abbia sanzionato immediatamente, i vertici del calcio francese non ci stanno e si preparano a presentare un ricorso ufficiale alla FIFA nelle prossime ore. Il motivo della fretta è chiaro: un ulteriore cartellino giallo farebbe scattare la squalifica per l’eventuale semifinale. Tuttavia, considerando i recenti e clamorosi sviluppi del caso Balogun, lo scenario resta aperto a qualsiasi colpo di scena.
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