Iachini: “Palermo? Percorso già tracciato, sarà protagonista”
Interrogato sulla situazione del calcio italiano e sulle possibili soluzioni per risollevarlo, oltre che sul prossimo campionato di Serie B, l’ex allenatore del Palermo Beppe Iachini ha detto la sua in una breve intervista rilasciata al Corriere dello Sport, pubblicata nelle colonne dell’edizione odierna del quotidiano sportivo. Ecco le sue parole.
Le parole di Iachini
Sulla promozione dell’Ascoli in Serie B:: “Ho seguito la stagione, contento del risultato. In genere quando si vince un campionato significa che la base è solida, ci sono molti esempi di come si possa fare bene mantenendo la stessa struttura. Un po’ il salto si avverte, ma dalla C alla B si può. Diverso dalla B alla A“.
Sui favori del pronostico per il Palermo di Inzaghi: “In realtà era già così nello scorso torneo, poi non è che abbia fatto male, ma ai playoff è sempre una situazione un po’ particolare. Comunque, il percorso dei rosanero è già tracciato e parte da un anno di lavoro in più con Pippo Inzaghi, quindi il Palermo sarà di certo protagonista“.
Sulle sorprese nel campionato cadetto: “In B ci sono sempre sorprese, positive e negative. Torneo affascinante ed equilibrato”.
Sull’incredibile retrocessione dello Spezia: “Beh, se è per questo è capitato anche che squadre retrocesse dalla A abbiano fatto il doppio salto all’indietro, dipende da che piega prende la stagione. La verità è che per ottenere risultati servono competenza, professionalità e lavoro“.
Come risollevare il calcio italiano
Sulla Serie B come fucina di giovani talenti: “Sì, è sempre stato un serbatoio importante e manterrà questa prerogativa“.
Sui Mondiali e l’assenza dell’Italia: “Li guardo con l’occhio dell’allenatore professionista che fa aggiornamento, poi l’effetto che mi fa l’assenza dei nostri è l’effetto che fa a tutti. Se penso che ci sono dei ragazzi di 17, 18 anni che non hanno mai visto ai mondiali l’Italia, che ne ha vinti quattro, mi fa un effetto anche peggiore”.
Sui motivi della crisi del calcio italiano: “Non è colpa dei vari commissari tecnici che si sono avvicendati sulla panchina azzurra, c’è proprio un modus operandi da cambiare. C’è da rivedere tutto il sistema. Se non si torna subito a lavorare nei settori giovanili come si faceva una volta diventa dura“.
Sul modo corretto di lavorare nei settori giovanili (“come si faceva una volta”): “Intanto bisogna lavorare sulla tecnica, sull’uno contro uno, la parte tattica dovrebbe non essere più del 10% dell’addestramento, ora si cerca di replicare il lavoro che si fa nelle prime squadre, ma non può funzionare così. Si guarda troppo ai risultati e poco alla crescita dei talenti“.
Sulle vittorie delle Under azzurre in Europa e la necessità di nuove regole: “Sì ma agli step successivi emergono le criticità, non può essere solo casualità se per tre volte di fila l’Italia non c’è ai Mondiali. E poi, me lo lasci dire, bisogna cambiare le regole perché nei nostri settori giovanili ci sono troppi stranieri. Le società agiscono in base alle norme, quindi bisogna cambiare le regole, altrimenti è inutile piangerci addosso”.
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