Serie B, Bedin: “Sette convocati in Nazionale? Il nostro campionato di valore”
Il Presidente della Lega Serie B Paolo Bedin al panel ‘Calcio di oggi il Calcio di domani’ all’interno del Festival Serie A di Parma a cui ha partecipato insieme al Presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli, quello della Lega Pro Matteo Marani e dell’Aic Umberto Calcagno, ha parlato del campionato cadetto. Ecco di seguito le sue parole riportate dal sito della Lega Serie B.
Serie B: le parole di Bedin
Da che cosa ripartire, secondo Bedin, in questo difficile periodo storico per il calcio italiano: “Incremento di spettatori, audience, social, si è appena concluso un campionato di B combattuto e che ha regalato valori tecnici importanti dimostrati anche dalle sette convocazioni nella Nazionale maggiore. Scontiamo delle fragilità sulla sostenibilità economica perché tutto parte dall’equilibrio che possono garantire alle società e da un ampiamento delle risorse che possono essere dirottate su giovani, infrastrutture e nella qualità del management. Sono criticità sulle quali dobbiamo confrontarci nella sede federale evitando la ricerca del colpevole che non è propedeutica a trovare la soluzione”.
Il compito della Lega
E ancora: “Non può essere una singola lega o componente a pretendere di avere l’elemento distintivo per far fronte alla situazione, soprattutto in una disciplina come il calcio dove c’è una forte suddivisione dei compiti oltre a strategie definite dalla proprietà che spesso sono costrette a ragionare sul breve periodo”.
Il compito della Lega: “Il nostro compito è cercare di dare un indirizzo alle società di medio e lungo termine, inculcando una cultura non solo di investimento tecnico, ma funzionale a quei settori legati a infrastrutture, giovani, che è il settore ricerca e sviluppo di una società, quindi sulla reputazione che le società si costruiscono all’interno del territorio attraverso attività di Esg. Dobbiamo come leghe aiutare le società a individuare un indirizzo di medio e lungo periodo inculcare una cultura non solo diretto all’acquisto del giocatore”. Sui talenti italiani: ‘In Italia c’è, dobbiamo dargli fiducia”.
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