Palermo, la rabona di Johnsen che vale un gol… anche se annullato

Pubblicato il da David Majorca - News Rosanero

Palermo, la rabona di Johnsen che vale un gol… anche se annullato

Palermo, la rabona di Johnsen che vale un gol… anche se annullato

Sotto il diluvio di Marassi, in una Sampdoria-Palermo che è già entrata nella categoria delle partite “da raccontare”, c’è un fotogramma che resta impresso più del tabellino: la rabona di Dennis Johnsen.
Un gesto tecnico di quelli che fanno alzare il pubblico, anche avversario, e che in un attimo trasformano un’azione qualunque in un momento indimenticabile.

L’esterno norvegese, arrivato nel mercato di gennaio, ha scelto la soluzione più difficile e spettacolare: incrocio delle gambe, calcio con la gamba “forte” dietro quella d’appoggio, palla perfetta per Pohjanpalo. Assist del finlandese per il gol di Pierozzi, poi cancellato. Resta però la sostanza: idea, qualità, coraggio.

Cos’è la rabona?

La rabona non è solo “una giocata bella”. È un gesto tecnico preciso, che richiede:

In pratica, il calciatore calcia il pallone con la gamba preferita, ma invece di “aprire” il corpo normalmente, la fa passare dietro l’altra gamba. Risultato: cross, passaggio o tiro con effetto inatteso. Se viene eseguita bene, è geniale. Se viene forzata, diventa fine a sé stessa. E qui sta il punto: quella di Johnsen non è stata un vezzo, ma una scelta funzionale all’azione, come evidenziato dallo stesso norvegese nella conferenza stampa di presentazione svoltasi in settimana.

Da Ricardo Infante a oggi: la rabona nella storia

Nel linguaggio popolare del calcio, la rabona è associata al Sudamerica, alla fantasia pura. Il termine, secondo la ricostruzione più diffusa, nasce in Argentina e viene collegato al pioniere Ricardo Infante, che rese celebre questa giocata già nella metà del Novecento.

Da allora, il gesto è diventato firma tecnica di giocatori capaci di unire estro e concretezza. Nel tempo lo abbiamo visto nelle giocate di:

La differenza vera, però, la fa sempre il contesto: la rabona non deve essere un numero da circo, ma una soluzione utile. Esattamente ciò che è successo a Marassi.

Il confine sottile tra estetica e utilità

Nel calcio moderno, dove tutto è codificato e studiato, una giocata come la rabona riapre uno spazio fondamentale: quello dell’imprevedibilità del talento vero. Johnsen, a Marassi, ha dimostrato proprio questo: la capacità di fare una cosa “bella” nel momento in cui serviva fare una cosa “giusta”.

Il tabellino dirà che quel gol non è rimasto. Le immagini, invece, raccontano che in quel lampo tecnico il Palermo ha trovato una delle sue fotografie più potenti della stagione: coraggio, qualità e fantasia al servizio della squadra.

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