«Dopo il rigore parato ad Oliveira nel derby, il mio rapporto con la gente divenne speciale».
«La squadra attuale è inferiore a Ternana e Bari. Se a gennaio arrivano i rinforzi giusti, si può ancora sognare».

Questo il titolo del Giornale di Sicilia, oggi in edicola.

C’è chi ha fatto sognare i fans del Palermo una volta. E c’è chi c’è riuscito due volte. Privilegio che è toccato a Gianluca Berti, nato a Firenze il 20 maggio del 1967, ex portiere rosanero e adesso direttore sportivo della Carrarese. Molti bravi portieri hanno difeso la porta del Palermo ma pochi sono stati amati come Gianluca Berti…
Inizia così l’articolo di Carlo Brandaleone nella sua consueta rubrica settimanale Cuori Rosanero.
L’intervista con Berti, approdato due volte in maglia rosanero: nella stagione 1995-96, nel Palermo dei «picciotti» in Serie B, e nella stagione 2003-2004 quella della promozione in A dopo 32 anni.

“Nel 2003 a Palermo mi volle Silvio Baldini, con cui eravamo insieme ad Empoli. Siamo sempre stati molto legati e lo siamo ancora, visto che siamo insieme alla Carrarese (squadra che Baldini allena gratis, ndc). Il primo calciatore a cui pensa quando va in una squadra sono io e così tornai più che volentieri a Palermo. E fu una stagione straordinaria… Poco prima della fine del campionato Zamparini dichiarò che sarei restato, definendomi il suo “portierone”. Capii immediatamente che mi aveva già fatto fuori… Certo che ero proprio matto. Fumavo, a Palermo se avevo voglia di un’arancina non ci pensavo due volte, il calendario degli allenamenti per i portieri lo facevo io. Però mi sono divertito. L’anno scorso quando fui invitato da Mirri alla partita delle leggende non ci pensai un attimo, principalmente perché volevo parare un’ultima volta sotto la Curva Nord. Sul piano dei valori ha qualcosa in meno del Bari e della Ternana. Però la stagione è lunga e quando si arriva ai play-off comincia un altro campionato. Anni fa il Cosenza è andato in B arrivando quinto nella stagione regolare…”.

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