“Subire una perdita in un giorno in cui il cielo è azzurro è una contraddizione scandalosa, tra l’armonia dell’universo e il dolore di vivere.”

”Chiedimi ancora, ogni mattina in super ritardo, di tenerti un posto accanto al mio, lamentati ancora insieme a me perché non vediamo nulla pur essendo a terzo banco e con tanto di occhiali, e fammi ridere ancora ad ogni “Chià, io te lo dico, per questo esame non c’è come”. Sarà vuoto il posto alla mia destra, nessuno si lamenterà con me, e il mio terzo anno senza di te sarà triste. La leggerezza che portavi, la gentilezza che avevi, le cose più belle che ti contraddistinguevano. Mi basterebbe vederti un’ultima volta e sorriderti,dirti che ti voglio bene, ringraziarti della compagnia durante ogni lezione, dell’ascolto e dell’attenzione che prestavi, della presenza prima e dopo ogni esame, della gioia condivisa in un arco di tempo così breve. La morte è poca cosa se ti sento così vicino. È un arrivederci Vale”.

Questo è uno dei tanti bei messaggi rivolti a Valerio, amante della vita, persona fantastica che ha perso la vita mercoledì scorso a soli 21 anni, (Il 22 agosto avrebbe ne compiuto 22) in un tragico incidente stradale avvenuto sullo scorrimento veloce Palermo-Agrigento.

E’ un arrivederci, te lo prometto. Un dolore, una ferita, che non si può comprendere e spiegare con le parole. Solo rabbia e tristezza. Amavi il calcio, chiacchieravamo ogni volta che ci incontravamo all’università. Dopo qualche breve battuta di rito sugli esami dati e da dare, la tua domanda, era sempre la stessa, la domanda di un vero tifoso che è affamato di conoscere la verità sulla propria passione: ‘‘Ma sto Palermo Dà, è finita”? 

Negli occhi tuoi la gioia di vivere, un sorriso stampato in ogni istante. Eri incredibilmente abile a trasmettere leggerezza, che riuscivi a trasmettere a chiunque. Eri un capitano, un vero capitano.

Registravi sempre le lezioni, ma ti scocciava sbobinarle. Puntualmente sapevi smorzare le mie paranoie, e non tutti ci riescono. Quando ti dicevo che Letteratura Italiana era pesante, enorme, mi rispondevi tranquillo che, al massimo, potevamo puntare sull’improvvisazione, i brani erano troppi da studiare.

Ti voglio ricordare così, come un amico che ha sempre affrontato ogni attimo della vita per come deve essere affrontata: con leggerezza e ironia, con la gioia di vivere che tutti noi ragazzi dovremmo avere. E che tu ci insegni bisogna necessariamente possedere. Con il cuore in mano ti auguro che la terra ti sia lieve capitano, e che un giorno, sono certo, ci incontreremo e rideremo insieme. Ciao Vale…

 

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