Sulla Circonvallazione all’altezza di Via Perpignano, in Viale Regione, dove poco meno di un mese fa ha perso la vita il povero Agostino Cardovino, il tempo si è fermato. Attorno tutto scorre e la vita, sembra andare fluida come sempre, ma quel tratto, quella maledetta strada adesso è immobile, triste e gelida come tutti i familiari che piangono ancora il povero ragazzo.
“Ago”, così come lo chiamavano gli amici, vive. E lo fa, nel ricordo di quella maledetta ora impressa sul palo della luce che segna ancora le ore 3:35, quando la Dacia Logan guidata da una giovane 21enne ha investito il ragazzo. In alto, 12 croci a ricordare le altre vittime ingoiate dalla crudeltà di quella strada maledetta, insieme ad alcune sciarpe del Palermo, squadra amata dal giovane.
Quello che si vede all’altezza dell’attraverso pedonale è surreale: le persone si fermano e mandano un bacio alle croci, fanno una preghiera, simboleggiano la croce con le mani. Perchè “Ago” vive ancora per molti, nonostante tutto.






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