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Ceferin: “Euro 2032? Se le infrastrutture non saranno pronte, non si giocherà in Italia”

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Ceferin: “Euro 2032? Se le infrastrutture non saranno pronte, non si giocherà in Italia”

Ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de La Gazzetta dello Sport il presidente dell’UEFA Aleksandar Ceferin dopo l’eliminazione dell’Italia dai playoff per il prossimo Mondiale: tema principale la situazione disastrosa del movimento calcistico italiano, sia dal punto di vista sportivo che delle infrastrutture. Ecco le sue parole, con uno sguardo ad EURO 2032.

Le parole di Ceferin

Sulla gara tra Bosnia ed Italia“La Bosnia ha una squadra giovane e forte e ha giocato in casa. C’era molta più pressione sull’Italia. La Bosnia ha meritato di andare al Mondiale, l’Italia ha perso la partita dopo l’espulsione“.

Sulle responsabilità di Gravina“Quando ero presidente della federazione slovena dicevo sempre al ct: ‘Se vincerete, tu e i giocatori sarete gli eroi. Se perderete, la colpa ricadrà su noi due’. Non è assolutamente responsabilità di Gravina e non mi permetterei di attaccare né i giocatori né l’allenatore. Forse sono i politici italiani che dovrebbero chiedersi perché l’Italia ha una delle peggiori infrastrutture calcistiche d’Europa. Queste persone non sostengono l’Italia, sostengono se stessi. Ditemi quale giocatore italiano non è stato convocato e avrebbe dovuto esserlo? È il calcio e, pure coi migliori giocatori in campo, in una partita tutti possono perdere“.

Il pensiero sulla politica italiana e su EURO 2032

Su Gravina“Gabriele è il mio primo vicepresidente ed è molto importante per me. Ma la perdita più grande sarebbe per la Figc. Non sarà facile trovare un gentiluomo che ami così tanto il calcio e l’Italia. Ma non sono così ingenuo da credere che le persone egocentriche, che aspettavano solo che qualcosa andasse storto, ci pensino. A loro non importa“.

Su EURO 2032 e sulle infrastrutture italiane“Euro 2032 è in programma e si svolgerà: spero che le infrastrutture saranno pronte. Altrimenti, il torneo non si giocherà in Italia. Rimane uno dei paesi calcistici più grandi e tornerà ai vertici. Il problema più grande del calcio italiano è il rapporto tra la politica calcistica e la politica ‘normale’. Se tutti si allineassero, diventereste presto di nuovo campioni d’Europa e del mondo. E se le persone sempre negative continueranno così, allora le cose nel calcio andranno terribilmente male”.

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