A Palermo chiude “Ai Chiavettieri”: dalle notti d’oro al caos della movida
Dopo ventidue anni si spegne una delle luci più riconoscibili della notte palermitana. I Chiavettieri, storico locale di via Chiavettieri, chiudono definitivamente, segnando la fine di un’epoca che ha accompagnato intere generazioni di giovani e meno giovani. Ad annunciarlo è stato il fondatore e titolare Gabriele Calandrino, con una frase che mescola amarezza e ironia: “È un pezzo di storia che se ne va”. Una decisione maturata in silenzio, senza clamore, ma figlia di un contesto diventato nel tempo sempre più difficile da sostenere.
A Palermo chiude “Ai Chiavettieri”: dalle notti d’oro al caos della movida
La chiusura arriva dopo un anno segnato da episodi di sangue e violenza nella movida cittadina, che hanno contribuito a rendere il clima notturno sempre più teso e ingestibile. Accoltellamenti, risse, aggressioni: una deriva che Calandrino racconta come il vero motivo dell’addio. Non solo stanchezza fisica, ma soprattutto mentale. “La notte a Palermo è diventata ingovernabile – spiega – e certa clientela non la voglio più nel mio locale”.
Nemmeno il passaggio alla cosiddetta “zona rossa”, con l’aumento dei controlli, ha migliorato la situazione. Anzi, il lavoro è diminuito mentre i problemi restavano. Anche dietro al bancone, racconta Calandrino, ogni scelta era diventata strategica per evitare tensioni, senza però poter realmente arginare un cambiamento culturale più profondo. Un declino che, secondo il titolare, non è improvviso ma parte da lontano, da episodi gravi che negli anni hanno segnato un punto di non ritorno.
Simbolo della movida palermitana
Eppure i Chiavettieri sono stati anche il simbolo degli anni d’oro della movida palermitana, soprattutto intorno al 2011. Un luogo di incontro, musica e socialità, frequentato anche da artisti e volti noti, capace di lasciare ricordi indelebili. Oggi resta l’eredità di quella storia e la consapevolezza di aver fatto divertire e innamorare generazioni di palermitani.
Il locale è ora in vendita e il futuro è tutto da scrivere. Per Calandrino, invece, inizia una nuova fase, lontana dalla notte, con il sogno – chissà – di trasformare la nostalgia in un museo dei giocattoli anni ’80. La chiusura dei Chiavettieri resta però un segnale forte: il simbolo di una movida che cambia, e di una città chiamata a interrogarsi sul futuro delle sue notti.
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