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Frosinone, Calò: “Dobbiamo dare tutto per arrivare il più in alto possibile”

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Frosinone, Calò: “Dobbiamo dare tutto per arrivare il più in alto possibile”

Il centrocampista del Frosinone, Giacomo Calò ha parlato così ai microfoni del Corriere dello Sport, dicendo la sua sul rush finale che aspetta i suoi, sull’obiettivo promozione e sulla sua stagione.

Frosinone, Calò: “Mi ispiro a Busquets, dobbiamo dare tutto per arrivare il più in alto possibile”

Riguardo la sua stagione ha detto: “Si, credo sia la mia miglior stagione. Sono soddisfatto per la costanza di rendimento nelle prestazioni. Ma adesso bisogna migliorare ancora. Nelle ultime sei partite c’è da alzare il livello, nonostante fin qui sia stato comunque molto buono”.

Sulla Serie A invece: “Difficile dire perchè non ci sia arrivato. Dal punto di vista personale, posso parlare di errori a livello di scelte. Ad esempio qualche anno fa sono andato al Pordenone per giocare in una squadra organizzata che aveva sfiorato la promozione in A, convinto che si poteva migliorare il piazzamento dell’anno precedente e vincere il campionato, e invece non è andata così. A volte, purtroppo, non gira come uno si è immaginato”.

Sul calciatore a cui si ispira:Per quel che riguarda il numero, in passato ho sempre giocato con il 5, ma il 14 è il giorno di nascita di mia figlia, e così l’ho scelto. Sul fatto di ispirarmi a qualcuno, posso dire che vedo spesso su YouTube video di Sergio Busquets e cerco di imparare alcuni movimenti come può essere lo smarcamento o altro”.

Le sue parole

Poi ha parlato degli avversari più forti affrontati in carriera: “Quando ero nella Juve Stabia mi impressionarono i due centrocampisti centrali dell’Empoli che erano Samuele Ricci e Frattesi. E poi lo scorso campionato Pio Esposito. Ha una capacità di smarcarsi, una forza fisica, ma anche tantissima qualità, si capiva che era già pronto per la A”.

Invece sul più forte con cui ha giocato e sul rapporto con la città: “Fares Ghedjemis. Nella passata stagione lo avevo affrontato da avversario e non mi aveva impressionato in maniera particolare. Ma poi, già dai primi giorni di preparazione la scorsa estate, ho capito che si tratta di un calciatore di un’altra categoria e che può tranquillamente fare la differenza anche in A. E poi Ivan Provedel. Persona eccezionale e portiere fortissimo. Il rapporto con la città è ottimo. Ti fermano per strada per una foto con qualche bambino, sempre con grande rispetto”. 

Infine sui punti che mancano per la promozione: “Non saprei dirlo. Certo è che non ci si può nascondere, dicendo magari di vivere alla giornata. O meglio, si può anche fare, ma con la consapevolezza che dobbiamo dare tutto per arrivare il più in alto possibile”. 

 

 

 

 

 

 

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