Palermo, quelle deviazioni che… ti cambiano le partite
Deviazioni che cambiano le partite e i campionati, tra sfortuna e rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato. Il Palermo, nel pomeriggio di domenica 1 marzo, perde in casa del Pescara fanalino di coda a causa di una prestazione incolore e sottotono, oltre a un pizzico di sfortuna. Non è la prima deviazione o autogol decisivo che capita alla squadra di Filippo Inzaghi. Proprio domenica 1 marzo si è verificato l’ultimo episodio della serie: il destro di Meazzi impatta sul piede di Ceccaroni, spiazza Joronen, tuffatosi dall’altro lato, e decide la partita.
Palermo e le deviazioni
Il primo episodio risale invece al debutto stagionale, al Renzo Barbera contro la Reggiana, quando tra i pali c’era ancora Bardi, poi passato proprio agli emiliani. In quell’occasione, fortunatamente, la deviazione di Bani sul destro di Tavsan fu ininfluente e i rosa iniziarono il campionato con il piede giusto.
Modena, Cesena e Udinese…
Proseguendo in ordine cronologico e spostandoci dalla Serie B alla Coppa Italia, troviamo un’altra, seppur lieve, deviazione. Zaniolo, da poco tornato in Italia all’Udinese, ritrova il gol con un mancino da fuori area che viene leggermente toccato da Veroli: quanto basta per allungare la traiettoria e rendere vano l’intervento di Joronen, con i friulani che passano il turno.
A La Spezia, invece, l’autogol di Giovane, dopo il rigore sbagliato da Esposito e parato da Joronen, fa sperare i liguri fino all’ultimo in una rimonta che però non si concretizza: il Palermo vince 1-2.
L’ultima deviazione decisiva, prima di quella di Pescara, era stata l’autogol di Bereszynski in casa contro il Modena: il polacco, nel tentativo di anticipare un avversario, colpisce di testa nella propria porta. In quell’occasione il Palermo lascia per strada due punti pesanti in chiave classifica.
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