Palermo – La bilancia del giorno dopo
Questa rubrica è stata ideata con lo scopo di parlare della partita del giorno prima, senza la tensione del momento per capire cos’è andato e cosa no a mente più serena.
Palermo – La bilancia del giorno dopo
Forse mai come altre volte, la bilancia oggi concentra più sugli effetti della partita che sull’andamento della
stessa, di cui veramente c’è molto poco di cui parlare.
Si potrebbe dire che il campionato è lungo, che mancano ancora undici partite alla fine del campionato, che
ci sono tanti scontri diretti e che sei punti (in realtà sette ma poi ci torniamo) sono una distanza ancora
recuperabile. Probabilmente sarà così, dopo quattrodici giornate una giornata storta prima o poi sarebbe
successa e la mentalità vincente dice che bisogna subito concentrarsi già sulla prossima di mercoledì in casa
con il Mantova per riprendere la corsa, senza piangere sul latte versato, perché quello che è successo non si
può cambiare.
Ma lo stop di Pescara impone una riflessione più approfondita più sui suoi effetti che sulla gara in sé. Una
partita approcciata male, sia di testa che di gamba, che sin dai suoi primi minuti ha fatto scattare più di un
campanello di allarme. Il vantaggio ad inizio ripresa del solito Pohjanpalo aveva fatto sperare i tifosi nella
classica partita portata casa col minimo sforzo. Il pari subito raggiunto dal redivivo Insigne su gentile
omaggio della difesa del Palermo, ed il gol nel finale di Meazzi certificano una partita che il Pescara ha
meritato di vincere, facendo scivolare il Palermo a sei punti la zona promozione diretta, nella giornata che
avrebbe dovuto avvicinare i rosa alla testa della classifica, complice il pari del Venezia a Bolzano sabato e il
difficile incontro del Frosinone a Catanzaro, in un campionato dove le prime difficilmente steccano due
partite di fila.
Basta considerare che nel lungo periodo di quattrodici partite senza sconfitte il Palermo ha recuperato un
solo punto al Monza, inalterato il distacco di tre punti con il Frosinone e addirittura perso sei lunghezze
rispetto al Venezia. A meno di crolli improvvisi da parte delle squadre di testa, il Palermo è quindi chiamato
ad un percorso quasi perfetto da qui alla fine della stagione per alimentare le speranze di promozione
diretta. Per farlo dovrà riuscire a centrare quel filotto di 5-6 vittorie consecutive, cosa mai successa in
stagione, visto l’andamento altalenante in trasferta, con i tanti punti lasciati per strada con le cosiddette
piccole, vedi Entella, Avellino, Mantova e per l’appunto Pescara.
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