Pic by Luca Petrlic
Palermo, tifosi stanchi ma cuore e sguardo avanti
Novantatré minuti, un diluvio di emozioni e nervi consumati fino all’ultimo pallone. A Marassi è finita 3-3 tra Sampdoria e Palermo, con i rosanero capaci di risalire anche dal 3-1 nel secondo tempo e di agguantare il pari al 93’ con Ceccaroni. Una gara che, per chi l’ha vista, è sembrata durare molto più di novanta minuti.
Palermo, tifosi stanchi ma cuore e sguardo avanti
Il punto conquistato ha un sapore doppio. Da una parte lascia addosso la fatica mentale di una partita piena di episodi, tensione e proteste; dall’altra conferma che questa squadra ha carattere e non molla mai. Sotto di due gol, in trasferta, in uno stadio caldo e in una serata complicata sotto tutti i punti di vista: il Palermo ha trovato comunque la forza di restare dentro la partita, di reagire e di crederci fino all’ultimo cross utile.
Il gol di Ceccaroni nel recupero è l’immagine perfetta della notte di Marassi: non elegante, non lineare, ma feroce. Una rete arrivata quando la partita sembrava già scivolata via, che ha acceso il settore rosanero e rimesso in equilibrio una sfida che per lunghi tratti era sembrata stregata.
La forza rosanero
E oggi? Oggi prevale la stanchezza. Quella vera, da tifoso: la testa piena di episodi, il cuore che ha fatto su e giù, la sensazione di aver “giocato” anche da casa. Sui social, tra chat e commenti, il sentimento è chiaro: molti hanno raccontato di aver quasi spento la tv, travolti dalla rabbia e dalla frustrazione di una gara in cui il Palermo ha dovuto lottare contro tutto, anche contro una direzione arbitrale percepita come poco lucida nei momenti chiave.
Ma proprio in questa stanchezza si legge anche un segnale positivo: la piazza è viva, coinvolta, totalmente dentro il percorso della squadra. Perché il pareggio di Marassi non è solo un risultato: è un messaggio. Questo Palermo può soffrire, può sbagliare, può andare sotto, ma resta sempre in piedi. E quando una squadra mostra questo tipo di tenuta emotiva, allora i tifosi – anche stremati – fanno presto a rimettersi in marcia.
Archiviata una notte da montagne russe, il pensiero è già rivolto alla prossima partita. Con meno fiato, forse, ma con la stessa voglia di esserci. Perché il campionato entra nella fase in cui servono punti, nervi saldi e una sola certezza: non staccare mai la spina prima del triplice fischio.
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