Sampdoria, la squadra dei due allenatori: il caso Gregucci-Foti
La scelta della Sampdoria di affidarsi a una guida tecnica “a due teste”, con Angelo Gregucci e Salvatore Foti, ha acceso un dibattito che va ben oltre il campo. Da un lato l’esigenza sportiva di trovare equilibrio e risultati, dall’altro una questione regolamentare che oggi è diventata anche giuridica, con l’indagine della Procura Federale FIGC ormai arrivata alle battute decisive.
Sampdoria, la squadra dei due allenatori: il caso Gregucci-Foti
Angelo Gregucci è una figura storica del calcio italiano. Da calciatore ha vestito maglie importanti come Lazio, Torino e Sampdoria, vivendo ambienti di alto livello e respirando calcio ad alta pressione. Da allenatore ha costruito una carriera soprattutto in Serie B e Serie C, con esperienze a Salernitana, Alessandria e proprio Sampdoria. Gregucci è in possesso della licenza UEFA Pro, requisito fondamentale per ricoprire formalmente il ruolo di primo allenatore, ed è sempre stato considerato un tecnico di personalità, capace di gestire spogliatoi complessi.
Salvatore Foti, originario di Palermo, invece, ha un profilo diverso ma altrettanto incisivo. Vice-allenatore d’esperienza, dopo anni da attaccante di provincia, è stato anche secondo di Jose Mourinho alla Roma. Attualmente è in possesso del solo patentino UEFA A, che non consente di essere formalmente allenatore principale in Serie B. Il suo peso decisionale, però, è noto e riconosciuto.
Non è l’unico caso: la storia delle coppie di allenatori a Palermo
Ed è qui che nasce il problema. Secondo l’accusa, Gregucci avrebbe coperto Foti, risultando allenatore solo sulla carta, mentre la gestione effettiva della squadra sarebbe stata nelle mani del tecnico palermitano. La FIGC ha raccolto materiale ritenuto “corposo” e l’assenza di patteggiamento rende il quadro ancora più delicato per la Sampdoria.
La soluzione del duo tecnico è stata spesso utilizzata nel mondo del calcio italiano. L’ultima in ordine cronologico vede la coppia Bocchetti–Zaffaroni al Verona, dopo che al primo era scaduta la deroga che gli permetteva di allenare senza l’abilitazione Uefa Pro. Nella storia del Palermo, è capitato anche diverse volte: l’ultima nel 2016, con il duo Viviani-Schelotto chiamati a sostituire Ballardini. Ma vi sono anche ricordi “più felici” per i tifosi rosanero, come la stagione 1995/96: quella del Palermo dei picciotti. Ad allenare quel talentuoso gruppo era Ignazio Arcoleo de facto, ma de iure ad essere stato – nei primi mesi – il tecnico dei rosanero era Tonino De Bellis, in quanto Arcoleo era sprovvisto di patentino.
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