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Aronica: “Sogno i playoff col Trapani. A Palermo Gasperini fu un maestro di tattica”

Trapani Aronica

 

Aronica: “Sogno i playoff col Trapani. A Palermo Gasperini fu un maestro di tattica”

Ha rilasciato alcune dichiarazioni l’allenatore del Trapani Salvatore Aronica, reduce dall’ottima vittoria per 1-0 contro il Casarano. Il tecnico granata, intervistato dai microfoni de La Gazzetta dello Sport, ha detto la sua sull’avventura in Sicilia e sulla sua carriera da calciatore.

Le parole di Aronica

Su Italiano: “Ho avuto la fortuna di lavorare con lui, ci confrontavamo spesso a fine allenamento, mi ha dato tanti consigli. Ero sicuro avrebbe avuto un futuro importante. Nulla nasce per caso”.

Sul modo di difendere: “La fase difensiva parte dalla zona bassa del campo. I rivali vanno aggrediti, non aspettati. Ai miei ragazzi dico sempre di giocare con grinta e rabbia, senza timore”.

Sulla penalizzazione e i playoff: “Nonostante gli 8 punti di penalizzazione ho sempre detto ai ragazzi di restare bravi ad azzerare lo svantaggio nelle prime giornate. Vogliamo regalare soddisfazioni ai nostri tifosi”.

Sui maestri avuti da calciatore: “Da giocatore ho avuto tanti maestri: da Lippi a Ulivieri, passando per Mazzarri e Gasperini. Con Mazzarri ho condiviso il campo per sette anni, è stato fondamentale. Ulivieri alla Reggina era meticoloso nell’organizzazione difensiva, Gasperini al Palermo un maestro di tattica. Lippi invece mi ha fatto esordire in Serie A”.

Su quella Juventus di fine anni ’90: “Era il 1998, eravamo all’ultimo minuto della sfida con la Sampdoria al posto di Torricelli. C’erano Del Piero, Zidane, Inzaghi. È stato un sogno. Avevo 20 anni, fino a poco tempo prima giocavo nei dilettanti o in strada con gli amici. Mi ritrovai in un Delle Alpi pieno con 50000 spettatori”.

Sulle esperienze a Messina e Napoli ed il sogno con il Trapani

Sull’esperienza a MessinaRiportammo in città il calcio, Messina è una città a cui sarò sempre legato. I due anni in giallorosso mi permisero di fare il grande salto“.

Sull’esperienza a Napoli: “Nel 2011 siamo diventati la prima formazione azzurra a conquistare la qualificazione in Champions dall’era Maradona. Per 21 anni nessuno c’era riuscito. Nella stagione successiva vincemmo pure la Coppa Italia. Avevamo un gruppo straordinario con due fenomeni in attacco: Cavani e Lavezzi. Che feste con il Pocho!”.

Sul famoso Chelsea-Napoli: “Nel 2012 avevamo sfiorato l’impresa agli ottavi contro il Chelsea. Dopo il 3-1 al San Paolo, la sfida di ritorno a Londra fu un massacro. Drogba è stato l’avversario più difficile che abbia mai affrontato. Sbloccò la partita con un colpo di testa, loro erano incredibili. Lampard, John Terry, Cech tra i pali. Vinsero 4-1 ai supplementari e in finale si presero il trofeo superando il Bayern Monaco”.

Su Ibrahimovic: “Un altro avversario scomodo è stato Ibra. Ci siamo affrontati spesso. Quella volta contro il Milan, Zlatan perse la testa e mi diede uno schiaffo. Era tutta la partita che lo istigavo, quando gliene ho dette… Ma non ho reagito. Negli spogliatoi sono stato io a chiedergli scusa. Anche perché litigare con Ibra non conveniva, mi avrebbe steso subito”.

Sulla scelta di diventare allenatore: “Ho smesso di giocare a 37 anni. A fine carriera ho cominciato il corso a Coverciano e sono partito dal settore giovanile. Poi il presidente del Trapani Valerio Antonini mi ha dato la possibilità di fare il salto tra i grandi e l’ho subito sfruttata”.

Sul sogno col Trapani: “Il sogno calcistico è raggiungere i playoff con il Trapani. Lo chiede la società e lo dobbiamo ai nostri tifosi. Sarebbe un traguardo importante in una stagione con mille difficoltà. Noi però non molliamo”.

 

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