Palermo, ottobre foriero di cattive notizie… da anni!
La sconfitta di ieri a Castellammare di Stabia (1-0) non è soltanto uno stop doloroso: è la conferma di un trend che, ormai, si ripete con puntualità quasi matematica. Da quando il Palermo è tornato in Serie B, il mese di ottobre rappresenta uno spartiacque negativo, un passaggio a vuoto in cui la squadra, al di là degli allenatori e dei progetti, smarrisce certezze e punti.
Quando Inzaghi non vince a Castellammare, alla fine, vince il campionato
Un copione che si ripete
Dai tempi di Eugenio Corini fino a oggi, con Filippo Inzaghi, le stagioni in cadetteria del Palermo raccontano tutte la stessa storia: l’autunno rosanero porta più nubi che risultati.
Analizzando le sei partite comprese tra l’inizio di ottobre e i primi di novembre — un blocco che, in tutti i campionati, cade prima della sosta invernale — i numeri parlano chiaro:
- Stagione 2022/23 (Corini, 1° anno) → 8 punti su 18 disponibili.
Due vittorie (Modena e Parma), due pareggi casalinghi (Pisa e Cittadella) e due sconfitte. Un bottino magro per una squadra ancora alla ricerca di equilibrio. - Stagione 2023/24 (Corini, 2° anno) → 10 punti su 18.
Un leggero miglioramento, ma comunque ben lontano dal passo di una squadra da promozione. Poche vittorie e qualche pareggio amaro che frenarono l’entusiasmo iniziale. - Stagione 2024/25 (Dionisi) → appena 6 punti su 18.
Il momento più buio: rovinose sconfitte interne con la Salernitana e con il Cittadella (poi entrambe retrocesse), un pari amaro a Modena e un altro a Frosinone. L’unica gioia, la vittoria con la Reggiana, non bastò a nascondere le difficoltà. - Stagione 2025/26 (Inzaghi) → finora 7 punti su 18.
L’avvio promettente ha lasciato spazio ai dubbi. Due vittorie — contro lo Spezia fanalino di coda e il modesto Pescara — un pareggio col Modena e la sconfitta di ieri a Castellammare, che chiude nel peggiore dei modi il ciclo autunnale.
Una costante che interroga
Ogni ottobre, il Palermo rallenta. Che si tratti di condizione fisica, pressione psicologica o limiti di mentalità, il risultato non cambia: la squadra fatica a tenere il passo e smarrisce il ritmo accumulato nei mesi iniziali.
È un dato che supera i singoli tecnici o moduli, perché lo stesso copione si è ripetuto con Corini, Dionisi e Inzaghi: tre allenatori, stesso destino.
L’autunno che spegne l’entusiasmo
La sconfitta di Castellammare pesa proprio perché conferma una tendenza: un Palermo che, quando il campionato entra nel vivo, fatica a trasformare il potenziale in continuità, con il rischio di dire addio ai sogni di gloria già alle porte dell’inverno come lo scorso anno.
Eppure, le premesse erano diverse: entusiasmo e chiare ambizioni da Serie A. Ma i numeri, ancora una volta, raccontano altro e forse confermano i limiti di questa rosa.
Che sia un calo fisico, mentale o strutturale, poco cambia: l’autunno rosanero è il periodo in cui i sogni si appannano. E la sconfitta di Castellammare non fa eccezione: un altro ottobre, un’altra delusione.
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