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D’Angelo contro Inzaghi, storia di un duello infinito

D'Angelo Inzaghi

 

 

D’Angelo contro Inzaghi, storia di un duello infinito

Il tecnico pescarese si gioca molto e insegue ancora la prima vittoria stagionale

Ma Pippo ha perduto soltanto una volta nei sei confronti contro gli aquilotti

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Il prossimo impegno dello Spezia e del suo tecnico Luca D’Angelo rappresenta una sfida cruciale, carica di pressioni e difficoltà. L’allenatore abruzzese, già sotto osservazione per una delle peggiori partenze in Serie B della storia recente del club, si trova a dover affrontare una serie di ostacoli: l’assenza del capitano e difensore centrale Hristov, la forza dell’avversario Palermo guidato da Pippo Inzaghi e la necessità di recuperare punti e credibilità davanti a una tifoseria esigente. L’ambiente, infatti, percepisce il peso di otto gare consecutive senza vittorie in campionato tra la scorsa stagione e l’attuale, ma allo stesso tempo la dirigenza sembra orientata a una riflessione più strategica che immediata, anche in virtù del contratto lungo e oneroso di D’Angelo (scadenza 2027).

Lo Spezia di D’Angelo contro il Palermo di Inzaghi

Sul campo, qualche segnale incoraggiante non manca: la solidità dimostrata a Reggio Emilia nel primo tempo, la grinta di Lapadula in attacco, il coraggio di Sarr tra i pali e alcune occasioni sfortunate come il tiro di Charlys Matheus. Tuttavia, la squadra soffre cali evidenti nella ripresa e paga a caro prezzo le inferiorità numeriche e le ingenuità difensive. Da parte sua, Inzaghi arriva al “Picco” con un Palermo imbattuto nelle prime sei giornate, forte di continuità e convinzione. Pur riconoscendo la difficoltà del calendario fitto, il tecnico rosanero sottolinea i progressi della sua squadra e punta a consolidare la solidità già mostrata.

Il confronto, dunque, non sarà solo tecnico, ma anche psicologico e gestionale. D’Angelo potrà contare su Lapadula come riferimento offensivo, mentre tra i pali si va verso la conferma di Sarr, in un’ottica di rotazione moderna. L’assenza di Ceccaroni, ex spezzino ora al Palermo, toglie esperienza alla retroguardia siciliana ma non riduce la pericolosità complessiva della squadra.

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