Se voleva essere uno spot in favore dell’amministratore delegato rosanero Facile, molto probabilmente avrà l’effetto contrario; Potrebbe essere considerata quasi una pugnalata quella che l’ex presidente del Parma Manenti regala, a sua insaputa, ad Emanuele Facile. Manenti, ricordiamo, è l’uomo che portò al fallimento il Parma, acquistato da lui per 1 euro. Lo scenario, nell’immaginario dei tifosi è ancora abbastanza simile a quello del Palermo. Ancora giorni di caos in casa Palermo che adesso rischia seriamente di non pagare, entro lunedì 18 febbraio.

Giampiero Manenti è stato intervistato da tuttomercatoweb. Ecco le sue parole:

“Io sto dalla parte dell’amministratore delegato Facile, è bersagliato in modo inutile. Non è corretto bersagliare Facile, il Palermo da qualche anno porta dei meno a bilancio e non ci vuole un minuto a sistemare le cose. Quello che fa la differenza è il management. Se uno fa l’imprenditore sa come funziona. Oggi nessuno è stupido da buttare soldi dentro una società. Se una società funziona si possono fare degli investimenti, altrimenti no”.

“Beh… io sono stato assolto. E Facile proverà quello che ho provato io. Io capisco i tifosi, ma basti pensare che il 90% delle società non funziona. Chi ha messo gli striscioni contro Facile non sa come va il mondo: mi rivedo in lui perché è considerato il capro espiatorio. Vorrei tre Facile e cinque Manenti nel calcio italiano, così cambierebbe il sistema. Piuttosto i tifosi del Palermo dovrebbero aiutare anziché bersagliare l’attuale amministratore”.

Continua l’ex presidente

Pare che il gruppo di lavoro dell’ad del Palermo abbia chiesto un milione e due per la vendita della società…
“E fa bene. Anche perché il suo gruppo ha pagato solo dieci euro. Giusto così”.

E lei, segue ancora il calcio?
“Seguo il calcio, chiaro. Guardo in tutto. E intanto mi occupo del mio lavoro, che lo so fare molto bene”.

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