Carlo Cangemi

“Manca la trasparenza…”- “Siamo partiti male…”- “E’difficile commentare il nulla…”.
A parlare non sono semplici tifosi ma esperti di calcio, esperti di economia e istituzioni; c’è qualcosa che non va.
La mancanza di certezze e l’indeterminatezza che ancora circonda tutta la faccenda rendono questo che stiamo vivendo uno dei momenti più delicati della storia rosanero. Questo senso di vuoto è accompagnato purtroppo da tutte le vicende giudiziarie che sebbene sorde in questi giorni continuano imperterrite a seguire il loro corso nei tribunali di Palermo e di Caltanissetta.
In questo momento potrebbe sembrare un senso di abbandono circondi la squadra e che Stellone, con le unghie e con i denti, cerca di blindare e di proteggere dalle migliaia di voci che circolano.
Ma non solo Stellone. C’è un uomo che forse mai come prima ha sulle sue spalle gran parte della responsabilità non solo sportiva ma anche di gestione: stiamo parlando di Rino Foschi, il direttore sportivo rosanero che da quest’estate ha nuovamente sposato la causa Palermo, a cui è sentimentalmente legato.
Rino Foschi in questo momento rappresenta l’unica certezza, l’unica garanzia, il punto di riferimento più importante della squadra. Del resto lui stesso ha dichiarato che in questo periodo probabilmente avrà ancora più responsabilità che in passato. E’ questa è una buona notizia.

In conferenza stampa, martedì, è sembrato un po in difficoltà ed i motivi li saprà soltanto lui. Tenero e delicato l’abbraccio con Zamparini davanti la macchina che stava per tornare in aeroporto. Si sono sussurrati qualcosa all’orecchio…chissà.

 

La scena è sembrata quella di un generale che saluta i suoi uomini sul campo di battaglia e da le ultime istruzioni al suo comandante che resta in trincea.
Si vogliono bene Foschi e Zamparini, al di là degli screzi, degli scontri, delle mandate a quel paese, sono veramente legati. Hanno fatto grandi cose insieme, hanno fatto il grande Palermo che resterà scolpito nella mente dei palermitani.

Foschi è un emiliano, uno di pancia, non le manda a dire; ti affronta di petto ed urla se è il caso. Si dimette se percepisce intromissioni o cose sgradevoli.
Lui è ancora in sella e questa è l’unica garanzia, il resto è fumo.

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