Di Manuele Nasca

“Un maglione sotto la camicia per nascondere la malattia, ora spero di aiutare gli altri”; così Gianluca Vialli, ex Sampdoria e Juventus, con la quale fu campione d’Europa nel lontano 96′, ha voluto raccontare al mondo il suo status, per fortuna non attuale. Dopo un anno frammentato in 8 mesi di chemioterapia e 4 di radioterapia, l’attaccante ha deciso di confrontarsi con il mondo e raccontare la sua partita, quella più difficile; ha narrato tutto questo attraverso il suo libro, che descrive appunto la sua difficile esperienza. “Noi siamo il prodotto dei nostri pensieri, la vita è composta per il 10% da quel che ci succede e per il 90% da come lo affrontiamo”; da queste citazioni è chiaro che Gianluca vuole proporre al mondo, attraverso il suo libro, degli insegnamenti, dei valori. Anche dagli eventi più bui e tristi della vita, forse è possibile estrapolare qualcosa di positivo; importante è pensare sempre di poter vincere, in qualsiasi ‘partita’, che a volte la vita può riservare. Le parole di un uomo, prima ancora che di un calciatore, come lui, non stupiscono; esempio in campo, esempio fuori dal campo, nonostante tutto. Adesso dichiara di stare bene, tuttavia, non sa se riuscirà a vincere definitivamente la partita.
La vittoria non scaturisce dagli eventi, ma dalla mentalità con la quale questi si affrontano e si combattono. Il mondo intero si augura che Gianluca Vialli possa definitivamente, far urlare di gioia chi tifa per lui, nella partita più ardua della sua vita e che, qualora non sia possibile vincere, si possa quanto meno portare il match nel più lungo tempo supplementare possibile, per dare ancora spazio ad un campione che, anche senza la materia prima (il pallone), riesce ugualmente ad incantare.

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