Siete sicuri che la nostalgia sia un prodotto infelice dell’uomo? Se invece la definissimo come un’ondata di ricordi, che per un attimo rendono felice l’essere umano ? É esattamente questo l’obiettivo che la redazione vuole raggiungere per voi tifosi rosanero; tra un presente pieno di positività, che già di per sé regala soddisfazione, il nostro traguardo è accrescere tale stato d’animo, per questa ragione, ci tuffiamo per un istante nel dolce passato, un passato remoto che forse strapperà una lacrima ai più anziani, ai più veterani. Correva l’anno 1959, niente televisione, solo qualche radio in giro per la casa e sopratutto niente colori; a rendere carnevalesco e variopinto quel giorno, quello nel quale i rosa affrontavano il Como, nel campionato di serie B, ci pensó un certo Ghito Vernazza, ruolo attaccante. Il Palermo era sotto nel punteggio, la classica partita stregata stava per andare in porto, invece, un calciatore cresciuto calcisticamente nel river, con il quale vinse tre campionati argentini, cambiò la partita ed entrò ad honorem nella leggenda rosanero; 3 gol in 6 minuti. Bastano queste poche sillabe per descrivere l’apoteosi di quel fantastico giorno. Il cuore lo ha sempre spinto ad andare oltre, ha sempre preso sopravvento sulla ragione; il Palermo militava in serie A in quegli anni; quando arrivò la retrocessione fu un dramma sportivo, ripartire non era semplice e Ghito Vernazza decise di sposare i colori rosanero, dando sfoggio alla sua grande umiltà; fu la scelta giusta e la partita contro il Como da le spiegazioni.

Quel Palermo aveva tanti ottimi giocatori, De Bellis fra tutti, era un terzino sinistro ruvido, scontroso, di quelli che difficilmente si liberava di due colori di cui ormai ne era innamorato: il rosa e il nero come dimostrano le sue 259 presenze. La sua carriera fu interrotta da un brutto infortunio, che lo tenne fermo per oltre 2 mesi; fu pesante per De Bellis che dovette rinunciare anche alle giovanili della nazionale. Il terzino descrive Ghito Vernazza come un uomo di grandi valori: “Era un compagno di squadra straordinario, aveva un attaccamento alla maglia senza eguali  e spesso mi invitava a cena da lui, non lo dimenticherò mai”. Una storia diversa, una storia lontana, anche se mai così vicina nei ricordi di chi ha vissuto tutto questo, o di chi con grande passione si è documentato alla ricerca di quel lontano 1959. Il calcio è strano, quella non è stata una stagione particolarmente brillante, il Palermo galleggiava nelle zone basse della classifica, ma un evento, un giocatore, un solo ricordo in un anno intero, può cambiare la storia, può con tanta nostalgia, strappare una lacrima da un occhio stanco.

(Fonte: Gds)

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