Marco, 6 anni al palermo, un grosso arco di tempo della tua infanzia. Quali sono i ricordi, i momenti più belli che ti porti con te?

Di ricordi belli ne ho molti, due però in particolare li porterò sempre con me: Il primo giorno in cui mi dissero che avrei fatto parte del Palermo calcio, un’emozione incredibile, avevo solo 9 anni, ma lo ricordo come se fosse ieri. Il secondo è il torneo fatto a Coverciano, calcare quei campi, dove sono passati tutti i più grandi giocatori italiani non capita a tutti, è un’esperienza che porterò sempre con me. 

In questi sei anni hai avuto l’onore di giocare con diversi top player, anche palermitani. Di chi hai un ricordo positivo?

A livello umano ho un ricordo positivo di tutti i miei ex compagni, a livello calcistico c’erano dei giocatori a parer mio, di un’altra categoria. Su tutti ti farei i nomi di Luca Fiordilino e Ciccio Bonfiglio. 

Con il palermo poi cosa è successo? Cosa non ha funzionato?

Non è facile sapere cosa non abbia funzionato, credo di non saperlo neanche io fino in fondo, ma nella vita sono molto autocritico, dunque preferisco pensare che sia stata colpa mia, ogni anno al Palermo devi meritarti la riconferma, quell’anno probabilmente non me la sono meritata. Anche se dopo 6 anni di riconferme, non è facile crederci.

Durante questi anni al Palermo hai conosciuto diversi allenatori. Chi pensi sia stato il migliore?

Il migliore sicuramente Luigi Pecoraro, all’inizio è stato un po’ difficile, aveva dei modi che potevano sembrare eccessivi per dei bambini di 12 anni, ma il suo obiettivo era proprio quello di farti crescere, soprattutto caratterialmente e mentalmente. Purtroppo ci ha lasciato qualche anno fa, ma il suo ricordo rimarrà sempre. Avrei anche il nome dell’allenatore peggiore, quello però preferisco tenerlo per me… 

C’è qualcosa che non rifaresti o faresti diversamente? 

Se potessi tornare indietro, farei molte scelte diverse, la più importante sarebbe quella di non andare nel Palermo dai pulcini, il carico di stress che subisci già a 9-10 anni è troppo elevato, giochi per il risultato perché sei nel Palermo, mentre tu bambino, vorresti giocare per divertirti e migliorare, ma non te lo puoi permettere, perché alle tue spalle c’è una fila immensa di altri bambini pronti a prendere il tuo posto. 

Credi che il settore giovanile del Palermo dia spazio e sfrutti i talenti locali?

Chi ha giocato nel Palermo sa che i giovani palermitani non vengono valorizzati, ci sono molti, troppi, esempi di giocatori forti, che però non sono riusciti a sfondare. Si parla tanto della crisi del calcio italiano, che non valorizza i giovani del nostro Paese, molte società di serie A e serie B, il Palermo in particolare  hanno sempre preferito investire su stranieri rispetto ai propri giovani , è un dato oggettivo sotto gli occhi di tutti, ma nessuno ha mai fatto nulla e adesso è tutto il movimento italiano a subirne le conseguenze. Qualcosa adesso, almeno nel Palermo, sembra cambiare con i vari Fiordilino, Lo faso e Accardi, ma credo che sia una scelta forzata dalla condizione economica della società, piuttosto che un cambio di mentalità e di orizzonti. 

Pensi che il Palermo sia favorito per la serie A?

Ad oggi, il Palermo è la squadra favorita per la promozione diretta nella massima serie, ma in Serie B tutto può succedere e non bisogna mai dare nulla per scontato.

Sei sempre tifoso del Palermo? O è cambiata qualcosa in questi anni?

Mentirei se ti dicessi che seguo il Palermo come prima, mi sono un po’ allontanato da questo mondo, anche se un po’ mi manca. Fino a quando ci sarà questa società però, un riavvicinamento da parte mia credo sia davvero molto difficile.

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