E’ sicuramente uno dei portieri più amati dalla tifoseria rosanero. Certamente uno dei più bravi che hanno indossato la maglia del Palermo. Jimmy Alberto Fontana arrivò in rosanero nel 2006, nel miglior periodo dell’era Zamparini e con le sue strepitose parate contribuì ai successi della squadra ed alle posizione di vertice di quel periodo. Lo abbiamo raggiunto ed intervistato.

Zamparini ha ceduto. Non vi siete lasciati benissimo. Che ricordi hai del presidente?

Zamparini è una gran persona. Poteva finire diversamente, questo si. Ma non è un problema, fa lo stesso. A Palermo ha fatto delle cose incredibili, tenere per 10 anni il palermo a ridosso delle big è qualcosa di stupendo. Poi deve essersi rotto qualcosa. Mi fa specie vederlo lontano dal calcio, e onestamente mi viene da pensare che con il calcio avrà sempre a che fare.

La partita che resterà nei tuoi ricordi?

Il momento più bello è stato l’ingresso in campo con la fiorentina l’ultimo anno, prima di smettere. Che c’era feeling con la tifoseria si vedeva, ma un gesto cosi mi ha oggettivamente commosso e riempito di gioia. Questa è la partita che resta nei miei ricordi. E’ stato un gesto di affetto forte, che non mi aspettavo. E’ stato un gesto bellissimo.

Palermo vista come città. Un pregio ed un difetto

Io a Palermo ho vissuto benissimo. Stiamo programmando di venire a fare un giro una volta all’anno, quando possiamo. Spesso cerco di organizzare viaggi a Palermo. Io ho vissuto bene proprio nel quotidiano. Giochi a calcio ma sei libero di andare dove vuoi senza nessun tipo di pressione.

Come tutte le metropoli e le città grandi possono esserci dei problemi, ma io da ”straniero” ho vissuto benissimo.

Il Palermo è campione d’inverno. Sarà promosso secondo te?

Deve. Ha fatto un grande salto di qualità. Il Ds Foschi, che si è portato dietro anche Marin, sono un’accoppiata importante. Ma il calcio lo sappiamo, è una scienza non esatta. Bisogna sempre stare sul pezzo. I presupposti ci sono tutti.

Le rivali dei rosanero?

La B è talmente lunga, anche se quest’anno con meno squadre ha cambiato la sua fisionomia, e imprevista. Spesso le neopromosse con formazioni qualitativamente buone sulle ali dell’entusiasmo possono creare problemi. Io credo ci siano 5-6 squadre scomode. Io credo però che il Palermo sia comunque superiore.

Fare calcio a Palermo è facile o complicato, secondo te?

Penso che da un certo punto di vista sia diventato più difficile perché la gente si era abituata per tanti anni ai vertici. Quindi sai, quando le cose vanno peggio, gli anni difficili fai fatica a digerirli. Credo che questo passato può essere un peso scomodo. Se pensi, io non c’ero, la festa della promozione del 2004 è stata qualcosa di incredibile. Poi è umano, ci si abitua a quel tipo di atmosfere, realtà. Era una A che spesso finiva con l’Europa. C’erano campioni del mondo, gente che è andata a fare bene nelle big. E’ chiaro che quando ti ”abitui” a queste cose, gli anni difficili li vivi male. Questo però fa parte del calcio, è anche giusto dare un colpo di spugna e guardare il futuro. Palermo è primo in classifica, ha una rosa importante con dei giovani importanti e bisogna guardare avanti. Non si può sempre pensare agli anni del 5 o 6 posto. Devono essere dei bei ricordi, niente più.

Ti senti ancora con qualcuno dei tuoi ex compagni?

 E’ capitato via messaggio di sentire qualche mio compagno ma in generale in maniera sporadica. Ho sempre dei contatti con Palermo perché un mio amico è Nuccio Barone, con lui mi sento periodicamente, anche in questi giorni. Il cordone ombellicale con Palermo è difficile da staccare (sorride, ndr).

I tuoi progetti futuri?

Guarda non c’è Calcio nel mio futuro. Tranne mio figlio che gioca e ogni tanto lo vado a vedere. Ogni tanto qualcuno mi fa un colpo di telefono per qualche chiacchierata per il resto non ho intenzione di avere a che fare con il calcio. E’ un bellissimo ricordo, una cosa che mi entusiasma ma ho fatto una scelta ed è giusto esser coerenti.

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