Carlo Cangemi

Quando hai avuto una disgrazia ed un amico ti sta vicino e ti dà una pacca sulle spalle, ti fa piacere. Ma se la stessa cosa la fa un tuo nemico forse fa anche più piacere. In questi giorni di profonda tristezza per la nostra città, Palermo ha avuto attestati di affetto da diverse tifoserie, anche da quelle storicamente ostili come Livorno, Trapani e Catania. Il calcio insomma ha dato un messaggio importante: nemici si, quando si tratta di pallone. Ma se parliamo di cose serie, di vita, di bambini morti, l’odio calcistico si accantona per un po’ e si mostra solidarietà. Secondo me è una bella lezione anche per la politica che invece continua a litigare e rinfacciare anche nelle disgrazie: è colpa del centro-destra, è colpa del centro-sinistra, quando c’eravamo noi, quando c’eravate voi etc.etc.. Da semplici, ma importanti frasi di vicinanza, a qualcosa di più,qualcosa che sembra venire dal cuore. È successo a Catania, ieri sera, durante il derby vinto dagli etnei sul Siracusa. La storica curva nord (dopo 10 minuti di silenzio) hai esibito uno striscione che recitava: “Piangiamo i nostri morti.Sentiamo lo stesso dolore. Noi siamo la Sicilia…Palermo rialzati” 

C’è qualcosa di diverso in questo messaggio, c’è la consapevolezza che siamo tutti siciliani, che la tragedia non è solo palermitana ma dell’intera isola che deve unirsi nei momenti di bisogno. Forse servirà ad abbassare i toni, chissà. Calcisticamente non cambierà: la rivalità eterna resterà e sarà come prima, per fortuna, perché sarebbe noioso uno stadio senza cori contro i catanesi e viceversa. Nè si arriverà al gemellaggio, per carità. Però, tolto il calcio, il gemellaggio c’è; questo secondo me fa intendere lo striscione del Cibali. Del resto, tanti anni fa, in occasione dei funerali dello storico presidente Massimino, una delegazione di ultras palermitani partecipò ai funerali del patron catanese.

Domenica si torna a giocare al Barbera e ho la sensazione che lo striscione  più emozionante dovremo ancora vederlo. Ecco perché sarebbe bello essere in tanti. Al di là dell’importanza della partita.

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