Oggi il menù era ricco, la serie A andava di scena come ogni sacra domenica e tutto il grande calcio europeo, ha tenuto incollati i fanatici al televisore; la redazione tifosipalermo ha invece avuto il piacere di uscire dai consueti schemi ed esplorare favole calcistiche tra campionati inferiori. La Sicilia è grande, proprio come grandi sono le emozioni che questo gioco meraviglioso trasmette; la passione e la sofferenza al tempo stesso, sono i due pilastri che tengono in piedi questo meraviglioso sport, che oggi, in questa gelida domenica di dicembre, intendiamo venerare attraverso la favola Enna calcio. Lo sport al centro della Sicilia è da sempre stato questione di colori gialloverdi (quelli consueti della squadra); attualmente l’Enna calcio lotta nel campionato di promozione ed è saldamente in testa alla classifica, in uno straordinario duello con il Ragusa; il motivo per cui vogliamo parlarne è il calore, la passione, l’amore che si respira entrando in quello stadio “Generale Gaeta”, che indubbiamente mi ha lasciato sbalordito, sopratutto a dispetto della categoria. Non è per nulla semplice trovare così tanto calore e tanta passione per una squadra di promozione; tutto ciò è davvero fantastico. Per quanto impensabile possa sembrare, stiamo presentando con grande affetto , una squadra che ha avuto un passato glorioso, con un trascorso storico in serie C e un’amichevole di lusso proprio contro il nostro amato Palermo; quando i rosanero vennero al “generale Gaeta” lo stadio si riempì come non mai, era indubbiamente un’amichevole di lusso e nei lontanissimi, ma mai dimenticati, anni 70′ proprio nessuno voleva perdere quella  partita storica per tutta la città. Lo stadio “Generale Gaeta” è stato così chiamato negli anni 60 in onore di Giuseppe Gaeta, “il re dei cieli” e generale dell’aeronautica militare, scomparso a seguito di un banalissimo incidente sui cieli di Introdacqua all’età di 55 anni; “l’uomo che aveva superato tantissimi pericoli e peripezie, moriva in un banalissimo incidente di volo sporadico”; così scrisse il fratello Giovanni alla sua morte. Per quanto assurdo possa sembrare, il nostro “amato” ex CT della nazionale Giampiero Ventura, indossò la maglia gialloverde proprio nell’anno straordinario della promozione in serie C; faceva spesso panchina e in quegli anni, capì che proprio quello sarebbe stato il luogo di tutta la sua vita professionale; porta con se ottimi ricordi di quella squadra e di quella città che tante soddisfazioni gli ha regalato. Oggi parliamo di una squadra giovane, di uno stadio in fase di perfezionamento e di un campionato fin qui condotto egregiamente, anche grazie al lavoro di mister Cosimano e di tutto il suo staff tecnico; non da escludere è il lavoro di tutta la società che con importanti investimenti ha allestito un squadra competitiva. “Il campionato è lungo, ma lasciateci sognare” è il motto della gradinata, dei “fedelissimi gialloverdi” che riempiono lo stadio ogni domenica, anche in trasferta. Grande obiettivo della società è anche quello di sfornare ‘pane’ fatto in casa, ne sono un esempio i giovanissimi Salvatore Mannino, Mattia Scuderi, Mario Carabotta. Oggi la passione è ancora più forte, dopo 5 anni sono tornato allo stadio perchè sentivo una magia diversa nell’aria, perchè ho visto padri accompagnare i propri piccolissimi figli allo stadio, quasi a volerli educare ed indirizzare verso la fede cittadina e  colorare il loro tenero cuore di giallo e di verde. Qualsiasi sia la categoria, questo è il calcio che vogliamo, questo è l’esempio da seguire, perchè il calcio siamo noi. La conclusione di questo splendido ‘romanzo calcistico’ si traduce in amore, in lieto fine; da oggi tornerò ogni domenica nel mio stadio, nel nostro…

con affetto, Manuele Nasca

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