Intervista all’ex ds: «Davanti ai curatori ho fatto mettere tutto nero su bianco, deluso da Zamparini».
«Gli inglesi, Tuttolomondo e De Angeli: ne ho avuto per tutti. Lucchesi? Da radiare».

I deferimenti di giovedì scorso hanno colpito in pieno tutti gli amministratori del vecchio Palermo. Tutti tranne uno, perché seppur per un brevissimo lasso di tempo, anche Rino Foschi ha fatto parte del Cda dell’Us Città di Palermo, assumendo la carica di presidente dopo la cacciata degli inglesi.
Inizia così l’articolo di Benedetto Giardina sul Giornale di Sicilia, oggi in edicola, che intervista l’ex Ds rosanero Rino Foschi.
“Sono tornato a Palermo giusto una settimana prima dell’emergenza sanitaria.. Mi sono fatto convocare dai curatori fallimentari perché non ne potevo più, ho preteso io di parlare con loro e avrei pure voluto parlare con la Procura, ma non è stato possibile.. Ho fatto una deposizione contro tutti: Zamparini, gli inglesi, Tuttolomondo e la De Angeli. Non ne ho lasciato fuori uno. Zamparini mi ha veramente deluso per tutto quello che è successo con gli inglesi. Lui mi aveva detto che avrei comandato io in società, invece quelli avevano deciso di licenziarmi proprio durante il mercato invernale. Altro che suo uomo. So che la gente pensa questo di me, ma io ho tirato giù il mondo quando sono andato lì a Milano per cacciare gli inglesi. .. I curatori ora sanno tutto, io sono stato la vittima di questa situazione. Siamo stati quattro ore a parlare e ho messo tutto sul tavolo, nero su bianco.. chi mi stava vicino ha fatto quel che sappiamo, aprendo la strada a Lucchesi. Vi ricordate cosa diceva di me? Che ero scomodo, che ero un elefante in una cristalleria, poi abbiamo visto come è andata a finire. Non solo: hanno aspettato i soldi della cessione di Gnahoré e si sono pagati gli stipendi. .. uno come Lucchesi non può neanche stare nel mondo del calcio. È lui ad aver portato i Tuttolomondo a Palermo, mi ha trattato come un delinquente e mi ha fatto licenziare… voglio sapere perché si siano pagati i loro stipendi con i soldi del mercato che ho fatto io. Non è possibile che gliel’abbiano permesso”.
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